42 - IL TESTAMENTO


Mistero n° 42

Proprietario: Famiglia Lattarulo.

Manufatto: Realizzato a Lecce dal Maestro Santino Merico nel 2025.

Motivo della realizzazione: Devozione.

Gruppo: Nel gruppo statuario l'Apostolo Giovanni, al quale Gesù ha affidato la Madre, accoglie Maria che diventa, così, Madre dei redenti. Il Mistero è accompagnato in processione da banda propria.

Portatori: Quattro, due davanti e due dietro, in abito scuro, camicia bianca e cravatta nera.

Ragazze al pizzo: Quattro, due per ogni lato, in tailleur scuro, guanti neri e veletta nera. Nella mano libera reggono un bouquet degli stessi fiori utilizzati per addobbare il Mistero.

Figuranti davanti al gruppo: Una bambina rappresentante la Madonna e un bambino rappresentante San Giovanni.

Riferimenti Evangelici: Vangelo di Giovanni 12, 26-27.

Vangelo di Giovanni 19, 26-27
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Approfondimenti: In un particolare passaggio cantato in un'antica nenia "L'Avemaria di lu gran lamende" si recita: "Figghie della tua morte cè ne lasce? U sole che la lune a va scrèsce,
monde che monde s'a va confrondà e le pète de la vì s'onda spaccà" (Figlio della tua morte cosa ci lasci? Il sole e la luna tramonteranno, mondo con mondo si confronteranno e le pietre della via si spaccheranno). Queste immagini trovano un forte riscontro nei racconti evangelici della morte di Gesù. Nel Vangelo secondo Matteo si legge infatti che, al momento della morte di Cristo, “si fece buio su tutta la terra” e “la terra tremò e le rocce si spezzarono” (Mt 27,45.51). L’oscurarsi del sole e lo spaccarsi delle pietre diventano il linguaggio simbolico con cui la creazione stessa partecipa al dramma della Croce. Il cosmo sembra reagire alla morte del suo Creatore: il sole si oscura, la terra trema, le pietre si aprono. Il verso della nenia “mondo con mondo si confronteranno” può essere letto come il momento di passaggio tra il mondo antico e il mondo nuovo che nasce dal sacrificio di Cristo. Con la sua morte si compie infatti l’alleanza antica e si apre l’era della salvezza universale.
In questo scenario carico di segni cosmici si inserisce un altro episodio decisivo narrato nel Vangelo secondo Giovanni. Ai piedi della Croce Gesù affida sua madre al discepolo amato e dice: “Donna, ecco tuo figlio… Ecco tua madre.” (Gv 19,26-27). Da quel momento, racconta l’evangelista, il discepolo la prese con sé, accogliendola nella propria casa.
La tradizione cristiana ha sempre visto in questo gesto molto più di un semplice atto di pietà filiale. Nel momento in cui Cristo sta per spirare, nasce simbolicamente la Chiesa: Maria diventa madre dei credenti e il discepolo rappresenta tutti coloro che seguiranno Cristo. L’accoglienza di Maria nella casa di Giovanni diventa così l’immagine della comunità cristiana che nasce dalla Croce.
La nenia valenzanese, con il suo linguaggio semplice e popolare, sembra cogliere proprio questo passaggio. Mentre il sole tramonta e le pietre si spaccano, segni del dolore della creazione, la morte di Cristo non lascia solo desolazione: lascia una eredità. A quella domanda iniziale — “Figlio della tua morte cosa ci lasci?” — la tradizione cristiana risponde che Gesù lascia una madre e una comunità: la Chiesa che nasce dal suo amore fino alla fine.


- Testo e foto a cura di Riccardo Davide Grimaldi.
** Esprimo il mio doveroso e sentito ringraziamento al carissimo amico Riccardo Davide Grimaldi per avermi concesso di pubblicare il presente materiale fotografico e le notizie sulla Settimana Santa di Valenzano.