Mistero n° 2
Proprietario: Famiglia Abbinante – De Nicolò.
Manufatto: Realizzato a Lecce dal Maestro Santino Merico nel 2025. Contiene figure di diversi maestri (il Cristo originariamente del Maestro cartapestaio Isacco Longo, il volto di San Pietro del Maestro cartapestaio Giuseppe Manzo e il bambino in piedi del Maestro cartapestaio Raffaele Caretta).
Motivo della realizzazione: Devozione.
Gruppo: Gesù, al termine dell’arrivo a Gerusalemme, a dorso d’asina, viene accolto festoso con rami di palme mentre si accinge a varcare l’ingresso nella città santa. San Pietro, sulla destra, lo scorta.
Portatori: Sei, tre davanti e tre dietro, in abito scuro, camicia bianca e cravatta nera.
Ragazze al pizzo: Assenti.
Figuranti davanti al gruppo: Una bambina con un vasetto e due bambini con le palme che rappresentano i fanciulli di Gerusalemme.
Riferimenti Evangelici: Vangelo di Matteo 21, 1-11; Vangelo di Marco 11, 1-11; Vangelo di Luca 19, 29-40; Vangelo di Giovanni 12, 12-19.
Vangelo di Marco 11, 1-11
Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito». Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. E alcuni dei presenti però dissero loro: «Che cosa fate, sciogliendo questo asinello?». Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare. Essi condussero l'asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli! Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània.
Approfondimenti: L’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme avvenne a dorso di un’asina, compiendo la profezia di Zaccaria 9, 9. Entrare su un asino era un segno di pace (a differenza del cavallo simbolo di guerra) e di umiltà (non da re terreno, ma spirituale). Lo fa quattro giorni prima della Pasqua ebraica in quanto in Esodo 12, 3-6, Dio ordina che l’agnello pasquale sia scelto il 10 del mese di Nisan e sacrificato il 14, come infatti avvenne. Il termine “Osanna”, con il quale acclamarono Gesù, deriva dall’ebraico “Hoshana” (che significa “Salvaci!”) ed è un’invocazione liturgica tratta dal Salmo 118, usata durante la festa delle Capanne e altre processioni religiose. La folla accoglie Gesù stendendo mantelli sulla strada come gesto di sottomissione e onore, riservato ai re e brandiscono rami di palma, simbolo di vittoria, gioia e regalità, simbolo nazionale per gli ebrei. Richiamando l‘indipendenza e la speranza messianica. Nel corso dei secoli, invece, sopratutto nelle regioni europee, le palme, di difficile recupero, sono state sostituite dai rami d’ulivo, anche per il correlato simbolismo con la pace, benedizione e speranza. Lo stesso che tornò nel becco di una colomba alla fine del diluvio universale, segno di una nuova alleanza con l’uomo.
- Testo e foto a cura di Riccardo Davide Grimaldi.