42 - La schiodazione

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Mistero n° 42
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Proprietario: Michele Cascarano (1947), che lo ha ereditato dal padre Giovanni, e dal nonno Michele.
Manufatto: Costruito dal Maestro Bruno a Lecce nel 1924; restaurato nel 1983.
Motivo della realizzazione: Devozione.
Gruppo: Nell'articolato gruppo statuario, Giuseppe D'Arimatea, arrampicato su una scala, sorregge il corpo di Gesù, mentre Nicodemo, su di un'altra, stacca il braccio del Cristo dalla croce; un terzo giudeo provvede a togliere il chiodo dai piedi. Assistono, addolorati, alla scena, la Madonna, la Maddalena e l'apostolo Giovanni. Sulla Croce, alle loro spalle, sono evidenti i segni provocati dai buchi dei chiodi nel legno.
Portatori: Quattro, due davanti e due dietro, in abito scuro, camicia bianca e cravatta nera.
Ragazze al pizzo: Quattro, due per ogni lato, in tailleur scuro, guanti neri e velo nero sul capo. Nella mano libera reggono delle candele.
Figuranti davanti al gruppo: Un bambino, vestito con saio bianco, mantello rosso e con una corona di spine sul capo, impersonifica il Cristo.
Riferimenti Evangelici: Vangelo di Matteo 27, 57-59; Vangelo di Marco 15, 42-46; Vangelo di Luca 23, 50-53; Vangelo di Giovanni 19, 38-39.
Vangelo di Marco 15, 42-46
Dopo questi fatti, Giuseppe d`Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. 
Approfondimenti: Non appena Giuseppe D'Arimatea ebbe avuto il consenso di poter togliere il corpo di Gesù, si affrettò verso la città. Fu di ritorno alla collina quando il sole cominciava a tramontare dietro al Tempio. Lo accompagnava Marco, che portava ciò che nel suo Vangelo avrebbe definito "un lenzuolo" e che Giuseppe d'Arimatea aveva acquistato in città come sudario.
Essendo già pomeriggio inoltrato, rimaneva un duro lavoro ancora da compiere: comprare gli oli profumati per l'imbalsamazione e calare Gesù dalla croce. Dopo essersi recati nella strada dei profumieri ed aver acquistato il necessario, cominciarono con l'estrargli i chiodi dai piedi, usando molto probabilmente il gancio che Giuseppe, come tutti gli uomini d'affari, portava con sé per rimuovere le pietre conficcatesi nello zoccolo del suo asino. Poi, mentre alcuni reggevano il corpo, gli altri, saliti sul mucchio di pietre alla base della croce, vi posizionarono le scale e si arrampicarono su di esse per poi estrargli i chiodi dai polsi. Per via del rigor mortis, indubitabilmente, fu un problema avvicinare le mani ai fianchi; il problema venne risolto portandole a forza in posizione, per poi assicurarle forse con una cintura.
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.- Testo e foto a cura di Riccardo davide Grimaldi.
** Esprimo il mio doveroso e sentito ringraziamento al carissimo amico Riccardo Davide Grimaldi per avermi concesso di pubblicare il presente materiale fotografico e le notizie sulla Settimana Santa di Valenzano.